Autointervista di Aurora
Perché ti chiami così?
Il mio è un nome familiare. Anche mia madre
si chiamava così.
Che aggettivo ti definerebbe? Perché?
Sono una persona molto tenace. La tenacia è la principale delle mie virtù. Quando mi propongo di fare qualcosa non mollo fino a riuscire. Alla fine quando sono riuscita sono felice. Ma sempre c'è un'altra cosa da fare, un nuovo progetto da realizzare. E incomincio di nuovo.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ora sono
impegnata a ristabilire l' ecosistema di una piazza vicina a casa mia. Negli
ultimi tempi è stata colonizzata da uno stormo di colombi che prima si
nutrivano degli avanzi degli spuntini dei clienti della terrazza di un bar che
è sotto casa. E poi durante i cofinamenti successivi, del cibo che mettevano –
e continuano a mettere – su un vaso "le anime francescane" del mio
condominio.
Questi
benefattori non si sono resi conto che i colombi sono animali selvaggi capaci
di cercare da soli il cibo. Così sono scomparsi della piazza e del giardino che
la circonda tutti gli altri uccelli: passeri, gazze, fringuelli, tordi...
Adesso soltanto si possono vedere dappertutto colombi che svolazzano o
aspettano il cibo come se fossero dei propri e veri avvoltoi.
Qual è il prossimo viaggio che vorresti fare? Perché?
Mi attrae molto
un viaggio negli Stati Uniti e vorrei soprattutto vedere New York, ma prima
vorrei conoscere tutta la vecchia Europa, dai Paesi Scandinavi alla Russia e
alla Grecia. Naturalmente mi fermerei molto in Italia, a Roma, a Firenze, a
Venezia, a Napoli; visiterei Ravenna per vedere i magnifici mosaici; andrei in
Umbria, dove si dice che ci sia ancora la serena atmosfera dei tempi di San
Francesco. Insomma, devo risparmiare e poi mettermi in moto!
Qual è stato l'ultimo film o serie che hai visto?
Lo scorso mese di
settembre ho visto sulla 2 di TVE due o tre puntate della serie "I
Bastardi di Pizzofalcone". È una serie poliziesca che svolge tutti i
luoghi comuni in questo tipo di film. Niente di particolare. Ho approfittato dell'occasione
per sentire parlare in italiano e valutare quanto sono in grado di capire.
Di cosa non potresti fare a meno?
Non potrei fare
a meno dei miei occhiali da vista ed oggi come oggi non posso leggere senza
mettermeli. Peccato, perché sono una lettrice accanita.
Che lavoro fai? Che cosa sognavi di diventare da bambina?
Sono in
pensione. Da bambina sognavo di diventare grande.
Cosa ti ha mancato di più durante il periodo di confinamento?
Soprattutto mi ha
mancato la possibilità di trascorrere parte della giornata all'aperto. Dato che
il confinamento è stato durante la primavera, non ho potuto contemplare né la
natura che rinasceva dopo il letargo invernale, né godere dei giorni sempre più
lunghi, né del tempo mite caratteristico della bella stagione.
Come mai ti piacciono i gatti?
Io sono nata e
cresciuta in campagna. I miei genitori lavoravano in un fattoria, quindi da
piccola mi sono familiarizzata con gli animali domestici. Nella mia infanzia i
gatti non erano animali da compagnia, ma animali utili per lo svolgimento della
vita pratica. Perché avere un gatto? Perché se i gatti lavorano bene, cioè,
cacciano i topi, sono molto pregiati e amati dal loro padrone. Il padrone è
felice ed il gatto anche.
Che proverbio italiano sceglieresti? Perché?
Non è tutto oro quello che luccica. Ho scelto questo proverbio perché ci ammonisce a non giudicare dalle apparenze e, inoltre, perché fa parte della filosofia popolare europea.
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