Intervista al mio compagno Gabriel
Intervista al mio compagno Gabriel
Perché ti chiami così?
Ai miei gli piaceva questo nome, infatti, a mio padre gli piaceva Gabriel Garcia
Marquez.
Che aggettivo ti definirebbe? Perché?
Tranquillo. Sono abbastanza calmo, non mi arrabbio.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Non ho grandi progetti. Migliorare il mio italiano. Anche essere un buon traduttore.
Qual è il prossimo viaggio che vorresti fare? Perché?
Soltanto sono stato in Italia due volte e mi piacerebbe andarci, forse in Toscana.
Qual è stato l’ultimo film o serie che hai visto? Me lo consiglieresti?
Perché?
Lua vermella, film galiziano della mostra di Cineuropa di quest’anno. Molto
lento, ma mi è piaciuto per la fotografia.
Di cosa non potresti fare a meno?
Del pc, ho un rapporto di amore-odio, perchè per lavoro lo devo utilizzare
abbastanza.
Che lavoro fai? Che cosa sognavi di diventare da bambino?
Faccio il traduttore. Da bambino mi piacerebbe fare l’archeologo, oppure il
paleontologo.
Cosa ti ha mancato di più durante il periodo di confinamento?
Andare fuori per stirare le gambe e respirare l’aria pura.
Per il tuo lavoro sicuro che conosci qualche scrittore giapponese, mi puoi
raccomandare qualcuno? Perchè?
Mi piace Yasutaka Tsutsui, che utilizza un umore nero. Per il suo umorismo.
Dopo avere visuto in Giappone, che luogo consiglieresti del paese?
L’isola al nord dell’arcipielago, si chiama Hokkaido. Ha un clima freddo, ma la
natura è molto bella, e si mangia molto bene, soprattutto piatti di pesce.

Bell'intervista, Antonio! Grazie per averci fatto conoscere meglio Gabriel.
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